Le operazioni Esterne all’interno di un ciclo di set-up sono due: una all’inizio del set-up (preparazione) e l’altra alla fine, al termine delle operazioni Interne (regolazioni).
In questa fase bisogna migliorare tutti gli aspetti organizzativi, impiegando la tecnica delle 5S: eliminare tutto ciò che non serve dalle postazioni della Linea, sistemare tutti gli attrezzi definendo loro un posto, pulire, standardizzare e creare le condizioni per il rispetto delle regole.

Un aspetto fondamentale per organizzare bene le attività è il concetto di Visual Management.
Tutti gli attrezzi utili devono essere visibili e riposti su uno scaffale comodo per il prelievo e il deposito (ergonomia). Tutte le referenze devono essere separate secondo il loro impiego e bisogna assolutamente evitare di mescolarle.
L’uso dei codici, etichette identificative con numeri e lettere e l’uso dei colori facilita l’identificazione da parte degli addetti.

Perché nelle attività di set-up ci sono diverse regolazioni da effettuare?
Se le attrezzature avessero ad esempio la stessa altezza, lo stesso spessore, gli stessi attacchi e le stesse interfacce, si potrebbe risparmiare un notevole quantitativo di tempo.
Inoltre, il tempo impiegato in questa operazione è notevolmente influenzato dalla professionalità e dall’esperienza degli operatori a fronte di situazioni sempre diverse tra loro.
La metodologia Smed ha l’obiettivo di eliminare la soggettività e la dipendenza dei tempi dalle persone. Per ottenere questo ci sono tre modi:
- La standardizzazione
- Il Poka Yoke (sistemi anti-errore)
- L’addestramento del personale
Le regolazioni si rendono necessarie quando la precedenti operazioni non sono state eseguite con sufficiente accuratezza e non si è raggiunto l’obiettivo.
Spesso questa situazione è dovuta al fatto che le operazioni sono state concepite in modo complicato, anziché semplice.
Bisogna concepire le operazioni eliminando completamente la possibilità di regolare i servo meccanismi. Ad esempio si possono adoperare i fine corsa meccanici che, quando vanno in “battuta”, sono nella giusta posizione.
Occorre sostanzialmente impiegare un metodo che garantisca il raggiungimento dell’obiettivo e che sia allo stesso tempo il più semplice possibile e di rapida esecuzione.
Il criterio da applicare è quello del minimo comune multiplo (Lcm- least common multiple) in opposizione al metodo tradizionale.
Il metodo tradizionale propone una regolazione continua che dà solo l’illusione di una maggiore possibilità di scelta e accuratezza ma che in realtà trascina con se più esiti negativi che benefici.
Un esempio riportato dallo stesso Shingo riguarda lo spostamento di un fine corsa su una rotaia che veniva eseguito azionando una vite e passando quindi per tutti i valori intermedi compresi tra quello di partenza A e quello di arrivo B.
La soluzione proposta tendeva invece ad avere un numero limitato di posizionamenti possibili con una manovra di tipo a gradino anziché
continua.
La messa in pratica avviene posizionando diversi fine corsa nelle posizioni di interesse con un interruttore di esclusione dell’alimentazione elettrica.
In questo modo si elimina l’azionamento selettivo del fine corsa nella posizione richiesta senza provvedere a manovre di spostamento, modificando la funzione anziché il meccanismo.

La standardizzazione deve quindi tendere alla semplicità e alla ripetitività delle operazioni, anziché alla soggettività e all’esperienza. Bisogna dunque avere procedure semplici e personale addestrato.











































