Completa correttamente tutte le domande del test finale per conseguire il Certificato
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Il linguaggio del corpo si riferisce ai segnali verbali e non verbali (parole incluse) che usiamo per comunicare. Questi segnali costituiscono la parte rilevante della comunicazione quotidiana.
Meno vera Più vera
Secondo lo psicologo statunitense Prof. Albert Mehrabian la comunicazione verbale incide per il 10 %, mentre la non verbale (corpo e mimica facciale etc.) il 55% e la paraverbale (tono, volume, ritmo della voce etc.) il 35%.
Meno vera Più vera
Per comprendere bene i messaggi che il nostro interlocutore ci trasmette bisogna stare in silenzio e, nel dubbio o per maggior sicurezza, porre domande.
Meno vera Più vera
Esistono due forme di silenzio: il silenzio esterno (assenza di parola) e il silenzio interno (assenza di altri pensieri). La cosa più importante è non parlare mentre il nostro interlocutore comunica con noi.
Meno vera Più vera
Per feedback si intende la risposta, diretta (con le parole) o indiretta (con il linguaggio del corpo), che ciascuno da durante uno scambio comunicativo.
Meno vera Più vera
L’assenza del feedback in uno scambio comunicativo va ad invalidarne la circolarità. Il feedback è importante nella comunicazione perché: ci permette di verificare l’efficacia della nostra comunicazione e, in base ai nostri obiettivi, ci permette di andare a modificare la nostra strategia comunicativa
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L’empatia è una dote umana speciale che denota sensibilità d’animo e un alto livello di attenzione, verso sé stessi e verso gli altri individui con cui entriamo in relazione. È uno strumento comunicativo fondamentale che permette una comprensione intima dell’altro e si pone, pertanto, a un livello superiore, rispetto alle relazioni abituali con basso livello di coinvolgimento emotivo.
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L’empatia permette di eliminare le fondamenta del conflitto, della negatività relazionale e amplifica il livello di sintonia e di positività, estremamente utile nei percorsi di coaching, per produrre stati di benessere e cambiamenti sostanziali.
Meno vera Più vera
Le persone possono essere: visive, auditive e cinestesiche.
Meno vera Più vera
Ciascuno ha un proprio canale predominante con il quale interpreta la realtà che lo circonda. Comprendere il senso predominante ci aiuta a stabilire un rapporto comunicativo basato sullo scambio di informazioni utili ed efficaci per fare giungere in modo più diretto il nostro messaggio al nostro interlocutore.
Meno vera Più vera
Ricalcare vuol dire andare incontro all’interlocutore, raggiungerlo nel punto in cui si trova e accordarsi, sintonizzarsi con l’esperienza che sta vivendo in quel momento.
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Leggi attentamente le risposte scegliendo l’opzione, tra le 4 proposte, che ritieni più corretta: Quali sono gli effetti positivi di una corretta politica di gestione dei conflitti, nell’ambito lavorativo?
Le parole pesanti sono parole con una carica emozionale che hanno il potere di trasformare, di cambiare la realtà e il vissuto delle persone, facendo provare loro delle emozioni positive che spingono all’azione aprendo nuove possibilità e cambiamenti.
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Trovare le parole giuste è un’arte. Essendo le parole portatrici di significati, adoperando certe parole piuttosto che altre possiamo cambiare la percezione della realtà nel nostro interlocutore, offrendogli nuovi punti di vista e nuove possibilità di venir fuori da certe situazioni complesse che lo affliggono.
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Esistono parole ad alta e bassa energia. Le prime creano una realtà virtuosa, bella, coinvolgente mentre, le seconde, producono esattamente l’effetto contrario e creano cicli viziosi che contaminano anche l’ambiente.
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Leggi attentamente le risposte scegliendo l’opzione, tra le 4 proposte, che ritieni più corretta: individua la risposta con tutte le parole potenzianti
Il linguaggio abilmente vago aiuta ad estrarre informazioni preziose dai nostri interlocutori, attingendo dal loro inconscio la verità su come sono radicate le loro convinzioni e credenze. Questo permette di aggirare i meccanismi di resistenza della mente conscia permettendo un risultato più veloce ed efficace nella pratica del coaching.
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Se non riusciamo ad individuare i metaprogrammi durante la comunicazione con i nostri interlocutori, non possiamo entrare in profonda empatia. Anzi potremmo irritare o essere irritati a tal punto che ci troveremmo in conflitto con la persona che abbiamo davanti senza neanche aver capito perché. Spesso sui luoghi di lavoro (e anche a casa) se non si va d’accordo é perché ci sono metaprogrammi contrastanti in azione.
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I metaprogrammi sono schemi, abitudini di pensiero acquisite nel tempo che determinano il modo di percepire la realtà. Questi schemi mentali agiscono come filtri che selezionano e incasellano le nostre esperienze e la percezione della realtà.
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